Sarà vero?

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radiocitta’fujiko e Librerie.Coop, i libri e gli autori diventano protagonisti in radio, ogni settimana interviste, consigli di lettura e appuntamenti. Giovedì 24 dicembre alle 19 incontro con Errico Buonanno.

Su questi link potete trovare le interviste di questa settimana e un archivio delle vecchie interviste e i nostri consigli di lettura. Su www.anobii.com/pirex/books potete "spiare" le mie letture.

Errico Buonanno ha appena pubblicato "Sarà vero" (Einaudi)  - La menzogna al potere. Falsi, sospetti e bufale che hanno fatto la storia - nell'introduzione l'autore parla del falso come di qualcosa in cui si incappa o come di qualcosa creato appositamente. In ogni caso, pur essendo opposto alla verità, è vero a suo modo nel senso che crea realtà e trasforma il falso in creazione. Buonanno precisa che il falso è erroneamente affiancato alla finzione, ma la finzione non genera storia, mentre da clamorosi falsi discende buona parte della storia dell'uomo. Anzi è proprio grazie ai falsi che certa storia è potuta accadere.

Perchè la falsità, la manipolazione, il potere dell'immaginazione sono così affascinante?
Buonanno. "La Storia non la fanno solo personaggi ed eventi veramente accaduti. La credenza li ha fatto influire sulla Storia. E questo per uno scrittore è un potere magnifico. Anche perchè le storie reali sono spesso più interessanti di quelle che ci propinano".

In "Sarà vero" (Einaudi) c'è un capitolo sui re magi, sul fatto che in realtà non erano re, forse poco più che zingari girovaghi, non sta scritto da nessuna parte che Gesù sia nato in una grotta, tranne in un apocrifo di Matteo, che non c'era nessuna stella cometa, ecc..
Buonanno "La tradizione la conosciamo tutti, ma basta leggere lo stesso Vangelo per scoprire che i particolari della scena sono molto diversi".

Alcuni falsi storici portano un carico di responsabilità sulla storia successiva dell'umanità. Ad esempio quello sui protocolli dei Saggi di Sion.
Buonanno. "Il più famoso falso antisemita, nato a fine '800, smentito sin dagli anni '20, ma diffuso letto e ampiamente utilizzato dai nazisti e non solo".

Buonanno afferma la necessità di produrre falsi è qualcosa che si ripresenta ciclicamente nella storia, e va di pari passo con la storia del mondo. Quali sono i modi per produrre un falso, e quali tipi di obiettivi può perseguire?
Buonanno. "I falsi hanno molteplici obiettivi: creano nemici oppure inventano tradizioni e consolidano i popoli. Fanno parte del sentire e del vivere comune".

Il falso è dunque una pratica ancora decisamente attuale. Cosa si può dire sull'uso del falso nel politico, sul tentativo di convincere più persone a credere in teorie del complotto, falsi intrighi?
Buonanno. "Che la politica ricorra al falso è ovvio. Oggi viviamo in un epoca in cui mezzi tecnici e notizie sono moltiplicati, e questo dovrebbe danneggiare i falsari, invece essi son sempre fecondi e indistruttibili. Dovremmo imparare a vaccinarci e smacherare il falso".

Come ha lavorato, come hai messo insieme l'imponente materiale, quali fonti hai utilizzato?
Buonanno. "La storia è comunque una scienza. Il lettore però non può essere sempre un esperto onniscente, e allora nella confusione delle fonti, deve affidarsi al principio del realismo e cercare di conoscere le storie e i meccanismi del falso".

Giovedì 24 dicembre, durante il pomeriggio nella libreria.coop Ambasciatori, via Orefici 19 – Bologna
STEFANO BENNI  firma e disegna copie del suo ultimo libro PANE E TEMPESTA (Feltrinelli). Attraverso un racconto-cornice visiteremo gli abitanti di montelfo, un paese come tanti con il suo bar sport, con il fornaio egiziano e tutti gli altri, che l'autore presenta dedicando qualche pagina alle loro vicende. miniracconti che si aprono con un pretesto qualsiasi (una conversazione al bar, il ritorno di una vecchia conoscenza..). alcuni rimproverano allo scrittore bolognese di aver scelto questa forma-struttura del racconto e non essere più in grado di condurre la narrazione fino al formato esauriente del romanzo. ma come diceva già calvino, il romanzo non è più la forma narrativa del nostro tempo, ed è propio il nostro tempo quello che scorre nelle quotidiane vicende dei quasi fiabeschi Ispido Manidoro, lo gnomo Kinotto, il beato Inclinato, Bum Bum Fattanza e compagnia. è del nostro tempo la minaccia delle ruspe che vogliono sventrare il piccolo centro abitato per costruire un grande centro commerciale e i loschi affari annessi, è del nostro tempo il sentore di un modello di aggregazione sociale e di vita comunitaria, nel libro quella del bar sport, che rischia di estinguersi. pane e tempesta è un libro che fa ridere, ed è intento dello scrittore di illustrarci il fatto che si ride di diversi tipi di riso: e che il riso cambia a seconda delle emozioni che lo provocano. fa ridere il linguaggio, l'accostamento ridicolo di attributi e situazioni, l'ironia nel raccontare fatti straordinari come se fossero reali, il sussulto nel riconoscere una certa familiarità con i quadri inscenati.
(recensione di Alessandra Mainini).