internazionale 2009

files/up2.jpg

Il festival di Internazionale a Ferrara (da venerdì 2 a domenica 4) è un evento da non perdere in nessun modo. Si sta bene, si incontrano tante persone, incontri mostre concerti e spettacoli come durante l'anno raramente si vedono. Basta anche solo scorrere le tre pagine con l'elenco degli ospiti per convincersi che potremmo incontrare gratuitamente il meglio di giornalisti, scrittori, saggisti, fumettisti da mezzo mondo.
Per info http://festival.internazionale.it

Un programma che sembra ancora più fitto e interessante delle due edizioni precedenti, tanto che sarà quasi imbarazzante scegliere quale coda infilare e a chi dare preferenza. Ricordo 17mila presenze e due ore per Marjane Satrapi e Roberto Saviano nel 2007, e 33mila nel 2008.

In questi 3 giorni ci sentiremo per collegamenti in diretta, e dalla settimana prossima a talkradio potrete sentire interviste registrate da Filippo Piredda e da Giulia Biguzzi.

A seguire il consueto blobbone. E qui un commento più esteso.

AdelaNavarroBello (Mexico) vincitrice premio AnnaPolitkovskaja
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:00

Molti giornalisti sono stati uccisi nel mio paese, ma noi al settimanale Zeta andiamo avanti perchè il giornalismo libero e indipendente è fondamentale per una società libera e indipendente.
Nel mio paese non c'è una guerra civile, ma una guerra di narcotraffico. E il governo non è in grado di garantire sicurezza ai cittadini e ai gornalisti.

Elena Kudimova, sorella AnnaPolitkovskaja
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:05

Mia sorella è stata omaggiata con piazze, vie, libri, premi e perfino alberi. Questo di Internazionale è il primo premio sul giornalismo investigativo, che era il suo amato lavoro. Anna diceva che in tutto il mondo quando succedono guerre o catastrofi i giornalisti sono inviati per raccontare la verità su quello che succede perchè la gente, i cittadini lo vogliono. Ma questo non accade in Russia. La gente in Russia non vuole. Ma Anna pensava che andare e raccontare fosse il dovere del giornalista.

Mihai Mircea Butcovan, scrittore rumeno
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:09

Quando sono arrivato negli anni '90 ero visto dagli italiani come un coraggioso rivoluzionario scampato al comunismo di Ceausescu. Come un fratello latino. Oggi invece sarei considerato un ladro, strupratore violento.
La prima ragazza con cui stavo in Italia divenne leghista. Io le chiedevo "perchè? come è possibile essere leghista e mare un immigrato?", e lei rispondeva "ma tu sei diverso dagli altri stranieri".

Maksim Cristian, scrittore croato
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:13

Essendo alto, biondo e con gli occhi azzurri, pensavo che qui in Italia fosse facile per me. In realtà avevo le mie roghe. Ero clandestino, barbone, senza casa e soldi, con due divorzi croati alla spalle. Nelle prime cene a casa di ragazze italiane ero tenuto nascosto perchè imprensentabile, mi portavano il piatto in camera da letto. Una volta mi son salvato perhcè "mio suocero" era convinto che l''Istrai fosse ancora in Italia. un'altra perchè "mia suocera" aveva un amore croato mai dimenticato.

Muin Masri, scrittore palestinese
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:18

All'inizio mi spacciavo come "nato nella terra di Gesù", pensavo in Italia potesse funzionare.
Per ottenere il visto andai dal console italiano a Gerusalemme, mi avevano detto essere amante di film porno, e così gli portai dolci, olio e una videocassetta porno. In italia è così. E' tutto bello, ma sembra un bordello: ti vergogni quando entri, ti vergogni quando esci, ma quando sei dentro ti diverti un casino.
In Palestina vivere è come stare in gabbia, quando sono arrivato qui ho avuto paura di perdere la testa per la troppa libertà.

muinmasri.it

Sergio Gonzales Rodriguez, giornalista Mexico
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:22

In Mexico c'è un processo di degrado delle istituzioni. Un processo che dura da molti anni e non solo dagli ultimi particolarmente violenti. Il 99% dei delitti non viene punito. Non abbiamo stato di diritto. Il narcotraffico ha fatto questo e sta corrodendo il paese con corruzione, contrabbando di armi, merci, persone, bambini.
Il Messico così non ha futuro, i vari cartelli narco non sono contro lo Stato, ma è lo Stato che è diventato parte del narcotraffico.

AdelaNavarroBello (Mexico) vincitrice premio AnnaPolitkovskaja
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:26

Molti spacciatori possono distribuire la droga su una grande rete di loro piccoli corrieri, così il narcotraffico coinvolge un gran numero di persone. Questo alimenta il problema principale del paese: l'impunità e la mancanza di qualsiasi investigazione della polizia.
Non è facile vivere dove i narcos hanno il diritto sulla tua vita, sulla tua morte, sul tuo lavoro, sul tuo matrimonio, su tutto. E il governo invece su nulla. E' lo Stato che ci manca.

Giovanni DeMauro, direttore Internazionale
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:29

La decisione di aprire gli accrediti a 30 blogger è semplice ed opportunistica. Il festival qui a Ferrara ha un grande successo, ma i media mainstram, a parte qualche eccezione, ci ignorano. I blogger invece no. ci hanno seguito, commentato con entusiamo e criticato con precisione.
I media tradizionali con il web affronato sfida che li mette in discussione, ma la devono affrontare senza arroganza e senza arrocarsi.

David Randall, giornalista Indipendet (Uk)
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:35

Il citizen journalism è un bel pensiero. Ma perchè non esistono chirrughi cittadini? Non ne abbiamo perchè non occorre preparazione e il web non ha cambiato la chirurgia comeha cambiato il giornalismo.
Il citizen journalism non vuole fare professionismo, non c'è imitazione, ma qualcosa di diverso che parte da ciò che ognuno, ogni cittadino può osservare e conoscere di prima persona. Qualcosa che altri cittadini e i giornalisti professionisti non possono arrivare a conoscere e raccontare.
L'aspetto più interessante del citizen journalism è proprio la competenza: chi lo pratica può offrire lo sguardo su qualcosa che davvero gli sta a cuore. Il citizen journalism è quindi la migliore garanzia per la democrazia e la libertà di stampa.

Io e qualsiasi altro mio collega giornalista a Londra saremmo con il cuore sabato alla manifestazione di Roma.

Gipi, fumettista
Inserito da Pirex il 3 ottobre, 2009 - 08:36

Non sapevo che Frank Zappa avesse fatto un disco su Garibaldi.

Loretta Napoleoni
Inserito da Pirex il 4 ottobre, 2009 - 07:59

Se guardiamo gli indici economici scopriamo di essere ancora nel mezzo della crisi. Ad esempio la disoccupazione: entro la fine dell'anno in Europa ci saranno 50milioni di senza lavoro. Un cifra enorme. a questi vanno aggiungti i precari, perchè il precariato è una forma di sottoccupazione.
La generazione dei precari è molto vasta, va da chi ha ora 25 fino a 40 anni. Tutti precari che in parte o del tutto sono mantenuti dai genetori che hanno stipendio e contratto migliore dei figli. E'un modello assurdo: cosa succederà quando i figli a loro volta saranno padri?

Linda Polman, giornalista olandese
Inserito da Pirex il 4 ottobre, 2009 - 08:04

Cosa succede nell'industria della solidarietà? A volte accade che le ong che portano aiuti umanitari possono aiutare la guerra e non la pace. Dove girano aiuti infatti girano anche più soldi. E ancora può accadre di prestare aiuto a popolazioni che comettono a loro volta dei crimini. In questi casi l'intervento delle ong finisce per avere conseguenze negative. Occorrerebbe più trasparenza perchè il sistema umanitario è imperfetto, e anche noi giornalisti dobbiamo aiutarlo ada essere migliore.

David Rieff, giornalista statunitense
Inserito da Pirex il 4 ottobre, 2009 - 08:08

Le ong possono mettere dei cerotti, offrire un giaciglio e pasti caldi. Ma è difficile che possano avere responsabilità diretta sulla risoluzione di un conflitto. Quel compito spetta ai governi. Certo in alcuni contesti è molto difficile essere imparziali di fronte a certi crimini. ed è difficile essere indipendenti economicamente da governi e indistustrie che hanno sempre un interesse preciso quando aiutano o finanziano qualche progetto.
Per salvare una vita su un territorio controllato da altri, bisogna raggiungere un accordo.

Joe Sacco, fumettista statunitense
Inserito da Pirex il 4 ottobre, 2009 - 08:11

Di solito preferisco srivere una descrizione di ogni scena e poi disegnarla. Perchè mi piace portare il lettore dentro la situazione che legge. Voglio il controllo su ogni dettaglio dell'ambientazione scenica. Cerco sempre un equilibrio tra realismo e vignettismo per descrivere l'emozione di una situazione o di alcuni personaggi.

David Polonsky, illustratore israeliano
Inserito da Pirex il 4 ottobre, 2009 - 08:17

Sono un illustratore, disegno storie scritte da altri. Come Valzer con Bashir. Un documentario animato. E' la storia del regista Ari folma che a 40 anni scopre di non ricordare più nulla della sua partecipazione alla guerra in Libano. Il film è un tentativo di recuperare la memoria con interviste, testimonianze, documenti e disegni animati che culminano poi nel buco nero della coscienza personale. E nel massacro di Sabra e Shatilla.
Il film ha un valore giornalistico perchè è un documento sulla memoria. Ma presenta anche sogni e allucinazioni che fanno parte dell'operazione di recupero. Con il mio lavoro ho dovuto disegnare sia la parte documentaria, sia dare forma a sogni e atmosfere dell'immaginazione altrui.

Fred Pearce, giornalista inglese
Inserito da Pirex il 4 ottobre, 2009 - 08:21

Greenwashing è una bugia. Le grandi aziende parlano di prodotti verdi perchè la gente vuole comprare cose che non danneggiano il pianeta. Ma le aziende mentono. Il mio lavoro è scoprire queste bugie.
Il mio libro "confessioni di un ecopeccatore" (Edizioni Ambiente), si chiede da dove vengono i miei calzini. Così sono andato in Bangladesh dove le donnesono pagate 8 centesimi all'ora per cucire i miei calzini. Per fare la mia maglietta invece bisogna risalire al Pakistan, paese in guerra. E per la mia maglietta ci vogliono 25 vasche da bagno di acqua. E' un pazzo mondo.

Ascanio Celestini + band: Canzoni Impopolari
Inserito da Pirex il 4 ottobre, 2009 - 08:24

In Francia hanno fatto la rivoluzione. In Francia si inkazzano. Ma non hanno il bidet. E' strano perchè la parola bidet l'hanno inventata loro, però il bidet non ce l'hanno. In Italia invece il bidet c'è. C'è in ogni casa. La rivoluzione invece no, quella non la facciamo mai. Preferiamo però avere il culo pulito.

Lorenzo Jovanotti + band
Inserito da Pirex il 4 ottobre, 2009 - 08:31

M.I.A - Paper Planes
Gimme 5, Allright
Bob Marley - Could you be Loved
Rita Pavone - (pezzo non identificato)
Beach Boys - Surfin' U.S.A
Manu Chao - Clandestino
Nirvana - Smell like ten Spirits
Chemical Brothers - Block Rockin' Beats
Musica
The Cure - Boys don't Cry
Micheal Jackson - (pezzo non identificato)
Safari
Franco Battiato - Voglio Vederti Danzare
The Clash - Rock the Cashba
Blur - Song 2
Ombelico del Mondo
Bob Marley - Jammin'A
Penso Positivo
Bandiera Rossa
Bee Gees - Stayn'Alive

Tito Boeri, economista lavoce.info
Inserito da Pirex il 5 ottobre, 2009 - 21:06

Tra i disoccupati ben l'80% son giovani, e che in Italia da sempre per colpa del familismo nostrano qualsiasi tipo di politiche su sanità, casa, trasporti, pensioni e lavoro ha ignorato gli under30.

Gli economisti sono stati incapaci? Non del tutto, mi sembra che siano stati i politici a non capire, a rinviare le decisioni e poi le riforme per uscire dalla crisi.

Lo scudo fiscale è incivile. E'un'amnistia per truffatori. La storia d'Italia è stata costellata da questi episodi, questo fa si che si incassi sempre meno e che sia un regalo permanente per chi evade. Non è vero poi che serve a finanziare scuole, sanità o altro, perchè essendo un una tantum non può consentire un'investimento di lungo periodo.

Bill Emmott, giornalista britannico
Inserito da Pirex il 5 ottobre, 2009 - 21:12

La voglia di libertà in Italia è mostrata da questo Festival. Le persone che son qui mostrano come il governo italiano sia un governo di bugie, i cui membri Berlusconi, Tremonti, Frattini sono disonesti e incapaci.
Nel mio viaggio in Italia però vedo che ancora questo è paese vitale, creativo, lavoratore. Per queste caratteristiche e per quelle geografiche e climatiche credo che l'Italia potrebbe essere il paese ideale per uno sviluppo della green economy.

Steve Berlin Johnson, giornalista statunitense
Inserito da Pirex il 5 ottobre, 2009 - 21:21

Credo che una buona metafore per il web potrebbe essere quella di un ecosistema in fase di perenne allargamento. Un ecosistema in cui a differenza di quanto pensano molti il potere connettivo del web si rivela sopratutto nelle comunità locali. O nelle comunità che condividono interesse: i blog politici ad esempio permettono di avere un numero di pareri e fonti incredibilmente largo. Per le elezioni di Clinton avevamo solo pochi media tradizionali a dipsosizione, oggi la mole e varietà di informazioni è sterminata. E le persone votano e partecipano di più.

Roberto Saviano, scrittore
Inserito da Pirex il 5 ottobre, 2009 - 21:30

Partendo da Gomorra si arriva all' Est Europa in cui i clan campani hanno "creato criminalità d'avanguardia", e di come dall'Afghanistan e dai narcos in Messico e Colombia oppio ed eroina, cocaina e hascisc arrivino ovunque. La camorra in tempi di crisi di liquidità si dedica al narcotraffico: edilizia, rackt sono troppo scossi dalla crisi, mentre la cocaina si paga in liquido ca$h.
I clan danno fiducia oggi. I clan aiutano piccoli imprenditori in cambio di quote di azienda, che pian piano sottraggono al proprietario che diventa così un dipendente del clan.
La camorra è sempre stata aperta ad affari globali. In europa dell'est ha fatto scuola, hanno creato un'avanguardia del crimine. Spesso si dimentica che lo sviluppo del crimine in Italia non ha paragoni nella Storia. Ma i governi italiani quando sono all'estero non ne parlano mai, anzi ad ogni occasione tirano fuori la solita solfa del "non infangare il paese". l'Italia dovrebbe invece chiedere aiuto in Europa, ad esempio facendo introdurre in tuelle le legislazioni del reato di "associazione mafiosa".

Misha Glenny, giornalista scozzese
Inserito da Pirex il 5 ottobre, 2009 - 21:33

In tempo di crisi la criminalità ricorre a varie strategie. Il narcotraffico, con il caso Messicano ormani incontrollabile. L'industria della contraffazione: tutti vogliono risparmiare e ormai si falsifica tutto da grandi marchi di moda fino a oggetti banali come lamette da barba o simili.