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Cecilia Brighi è la massima esperta italiana di Birmania. Ha appena pubblicato "Il Pavone e i generali" (Baldini, Castoldi e Dalai Editore). Cecilia Brighi sarà ospite di TalkRadio, giovedì 25 ottobre dalle 19 alle 20.
Cecilia Brighi è responsabile per la CISL dei rapporti con le istituzioni internazionali e con i Paesi asiatici, nonché componente del Consiglio di Amministrazione dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Ha contribuito all’approvazione di sanzioni contro la giunta birmana e sostiene attivamente il movimento democratico e il sindacato clandestino birmano.
In queste ore Aung Sun Suu Kyi, rappresentante dell'opposizione agli arresti domiciliari da 12 anni, incontrerà la giunta militare detiene il potere. Incontro propedeutico alla visita in Birmania dell'inviato speciale dell'ONU Ibrahim Gambari.Il problema è l'ONU riuscira a far valere la sua forza di persuasione attraverso sanzioni economiche perchè ci sia una svolta democratica? Non è certo facile: per applicare le sanzioni bisogna avere il consenso unanime del consiglio di sicurezza dell'ONU; Cina e Russia hanno già detto di esser contrarie e che porranno un veto per tutelare i propri interessi economici e politici.
Secondo Cecilia Brighi il governo Birmano non ha vinto, anche se hanno arrestato gli organizzatori della rivolta. Non hanno vinto perchè le organizzazioni dissidenti, i monaci, gli studenti, i sindacati hanno detto “non torniamo a casa e accetteremo una situazione di repressione totale”. Dopo gli arresti e le fughe del paese, ora i dissidenti si stanno riorganizzando. Anche con l'aiuto e la solidarietà di molti paesi, di molte associazioni e anche governi in tutto il mondo.
Nel suo libro “Il pavone e i generali”, Cecilia Brighi racconta molte storie di dissidenti, di perseguitati dal regime, di costretti ai lavori forzati, di scampati ed esuli. Su tutte spicca la vicenda di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace 1991, donna coraggiosa e tenace che d al 1988 coordinato l'opposizione, dall'89 agli arresti domiciliari proprio poco prima di finte elezioni democratiche, liberata e arrestata in varie fasi e scampata nel 2003 ad un attentato ed infine ricondotta agli arresti; ieri soto stati “celebrati i 12 anni di reclusione”.
www.birmaniademocratica.org troverete due appelli, uno per la liberazione di Aung San Suu Kyi e uno per il rispetto dei diritti umani. Una sezione del sito è poi dedicata al boicottaggio della aziende che fanno affari con il regime Brimano.