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Helsinki, 13 maggio Pronosticata tra i vincitori fin dalla vigilia, dopo la vittoria all'Eurovision Song Contest Marija Serifovic in conferenza stampa è chiara. "Per la nostra nazione la mia vittoria rappresenta una nuova pagina che si apre, e non solo nella musica. Sono orgogliosa". La vittoria all'Eurofestival ha provocato un risveglio dell'orgoglio nazionale per le strade di Belgrado.
Caroselli di macchine e feste di piazza si sono susseguiti fino a tarda notte nella capitale balcanica, che ospterà l'edizione 2008 dell'Eurovision Song Contest. La vittoria della Rosy Bindi di casa ha occupato anche le prime pagine dei giornali di Belgrado Marija si prende l'Europa e Preghiera europea per la Serbia alcune aperture della stampa.
Il presidente serbo Boris Tadic e il primo ministro Vojislav Koštunica hanno espresso le loro congratulazioni a Marija per la sua vittoria. Anche il commissario Europeo all'allargamento dell'Europa si è felicitato per la vittoria di Molitva: solo la settimana scorsa l'Unione europea aveva criticato la Serbia per avere eletto alla presidenza del parlamento l'ultranazionalista Tomislav Nikolic, con il sostegno dei nazionalisti moderati del primo ministro Kostuniza. Il dialogo per l'ingresso nell'unione si era raffreddato ortemente, anche per le questione legate ai criminali di guerra, di cui Belgrado tollererebbe la latitanza.
"E' una delle poche volte in cui sono fiero di essere serbo" uno dei commenti del blog della radio indipendente B9. Ma il commento più eloquente è quello di Aleksandar Tijanic, direttore dela RTS, la Tv di stato. "Ospitare questo evento nel 2008 significa il nostro definitivo ritorno alla normalità"
La vittoria di Marija, in effetti, potrà attenuare e disinnescare il tema della persecuzione. Il ruolo della Serbia nelle guerre Iugoslave ha fatto di Belgrado un pariah sulla scena internazionale, e molti serbi si sentono vittime del pregiudizio e trattati ingiustamente dai media e dai politici occidentali. I partiti nazionalisti di estrema destra si nutrono di questo sentimento come il fuoco della benzina, arrivando a ottenere risultati incredibili nel resto del continente. Per viaggiare nell'europa senza frontiere, i Serbi devnno fare visti particolarmente restrittivi.
"Chi dice che il mondo è contro di noi dovrà ricredersi" scrive un altro commento sul blog di B92 "L'Europa non ci odia, anzi, ci premia non appena ce lo meritiamo".
La vittoria di Marija -benchè lei stessa abbia glissato una domanda diretta in conferenza stampa- dona speranza alla piccola e nascosta comunità gay Serba, che ha celebrato l'estetica lesbo-chic della performance di Marija, accompagnata sul palco dalle coriste Suzana Dinic, Ana Milenkovic, Ivana Selakov, Sanja Bogosavljevic and Ksenija Milosevic come una cosa più unica che rara nell'ultraconservatore paese Ortodosso.
Una grande vittoria per la Serbia, ma anche un piccolo passo per i diritti di gay e lesbiche, ha dichiarato alla Reuters un avventore dell'unico locale gay friendly di tutta Belgrado.
QUesta è in realtà l'esibizione della semifinale. In finale Marija aveva il 17, come i Lordi nel 2006. In Europa, il 17 non porta male.