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Dopo la qualificazione di dieci paesi dell'Europa dell'est infuriano le polemiche. Ma non è certo caduto il muro di Berlino perchè i cittadini di oltrecortina si accomodassero in silenzio nei banchi in fondo.
La semifinale è andata: dieci paesi si sono qualificati, confermando solo a metà i pronostici della vigilia. Serbia, Bielorussia, Moldavia, Turchia, Macedonia, Bulgaria, Ungheria, Slovenia,la nostra cara Lettonia e, a sorpresa, la Georgia approdano alla finale. Tra i favoriti della vigilia escono lo svizzero DJ Bobo, Malta e Cipro.
Infuriano le polemiche. "Troppi paesi dell'Est", ha detto il DJ Bobo, "Bisogna cambiare il regolamento" hanno detto svizzeri infuriati. "Non è il festival dell'Europa dell'Est" hanno detto giornaliste olandesi in preda a un rigurgito di apartheid. Le reazioni di tanti sconfitti ricordano quelle che ci sono state a casa nostra quando hanno assegnato l'Europeo 2012 a Polonia e Ucraina. Va bene la libertà, va bene l'europa unita, ma per favore comandiamo noi. Ma per favore, è come se avessimo faticato per anni per chiamare degli amici a una festa e poi quando arrivano li mettessimo a pulire le scale.
Qualcosa magari andrà cambiato, in effetti i sei paesi della ex yugoslavia mostrano una particolare propensione a votarsi reciprocamente. Stesso discorso può farsi per il blocco dei paesi dell'ex Unione Sovietica o più in generale per i Balcani. Ma se è l'Ucraina a inventare Verka Serducka e gli svizzeri ripropongono il gioco dei Mostri un anno dopo i Lordi, se poi vanno fuori non è colpa della Macedonia. D'altra parte, se la canzone macedone l'avesse cantata una cantante Olandese o Portoghese non avrebbe avuto chance alcuna. Facendo una valutazione di gusto, siamo portati a credere che Georgia, Lettonia e soprattutto il blues dell'Ungheria (che per non sbagliare ha portato una cantante della Vojvodina, regione a maggioranza ungherese della Serbia) sia stato spinto dai voti dei paesi dell'ovest.
Dei partecipanti della vecchia europa, in troppi hanno portato un compitino ben fatto ma senza originalità. All'est si mette entusiasmo e perchè no, danaro nella preparazione della proposta per l'Eurovisione. Chi semina raccoglie. E a noi italiani che spesso ci figuriamo l'Europa con ancora il muro di Berlino in piedi, una settimana di Eurofestival farebbe capire che non è più così, che quel mondo è finito.
Il cantante indobelga si aggirava triste davanti all'Euroclub dove si svolgeva il party del dopo eurofestival, gli israeliani lasciavano la festa mestamente. La cantante estone non riusciva neanche a entrare.
Legalità finlandese A Helsinki i locali chiudono alle quattro. Dalle tre non può più entrare nessuno e smettono di dare da bere, ma la musica si ferma alle quattro meno dieci. Ieri sera l'Eurofestival è finito all'una, è seguita la conferenza stampa dei vincitori. Quando i supporter turchi di Kenan Dogulu sono voluti entrare all'Euroclub, di fronte alla fermezza dei buttafuori non hanno perso la calma. It's a party for losers, hanno detto alla MILF norvegese che è uscita con due fan vestiti da cowboy tenuti al guinzaglio.
La nuova Europa I turchi, insieme ai serbi e ai georgiani, sembrano i più entusiasti di stare qui. La loro delegazione, numerosa e rumorosa, ha accolto con veri e proprio cori da stadio la qualificazione di Kenan Dogulu alla finale di sabato. In conferenza stampa Dogulu è stato il più festeggiato. Una forte presenza di Azeri faceva il tifo per i turchi. Azerbaigian e Slovacchia parteciperanno all'Eurovision Song Contest dal 2008. E vi dirò che non si vede nè si capisce la differenza. Alla faccia di quel neo presidente Francese che ha vinto le elezioni ripetendo come un disco rotto che "la Turchia non è europa, è asia minore", come aveva imparato alle elementari.