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Il carcere di Bologna, la Dozza ha ad oggi 1163 detenuti, di cui 306 sono tossicodipendenti. E di cui 649 sono stranieri, in una struttura che la capienza di 483. Attualmente il carcere è una porta girevole: nel 2009 ci sono entrate 3500, l'80% delle quali non rimane più di 10 mesi e di cui il 10% viene scarcerato dopo 96 ore. Desi Bruno, garante uscente per le persone private della libertà personale ha presentato il lavoro portato avanti e promosso nei 5 anni di sua attività.
Il Garante a fine mandato ha rimarcato la necessità che il Comune commissariato proponga e voti un nuovo Garante. Un vuoto nel ruolo, ormai fondamentale per la realtà del carcere, si potrebbe trasformare in un acuirsi di tensioni. La Cancellieri ha infatti proceduto a una proroga di 45 giorni che scadrà il 1 settembre. Il Provveditore Regionale alle carceri Nelio Cesari insieme alle Associazione che si occupano delle condizioni dei detenuti, la Consulta Permanete per la lotta all'esclusione sociale, la Compagnia teatrale di Paolo Belli che organizza spettacoli e attività per il Carcere minorile, si sono rivolte alla commissaria Cancellieri (oggi assente) per chiedere che si trovi una soluzione definitiva e immediata. Molti spingono per la riconferma di Desi Bruno.
Garante diventa fondamentale in una situazione estrema di sovraffolamento, in cui anche la polizia penitenziaria è da sola a gestire una situazione esplosiva. Il consiglio provinciale di Bologna con ordine del giorno firmato dai partiti Pd, Idv,Udc, Pdci/Prc ha chiesto alla Giunta Provinciale di mettere in campo tutte le possibili azioni positive tese a promuovere lavori e occasioni di recupero sociale interne al carcere. In tale documento i firmatari hanno chiesto al Governo di potenziare la struttura e di applicare delle misure alternative alla carcerazione.