Il Patto

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radiocitta’fujiko e Librerie.Coop, i libri e gli autori diventano protagonisti in radio, ogni settimana interviste, consigli di lettura e appuntamenti. Giovedì 4 febbraio alle 19 intervista con Nicola Biondo.

Su questi link potete trovare la puntata della settimana e un archivio delle vecchie interviste e i nostri consigli di lettura. Su www.anobii.com/pirex/books potete "spiare" le mie letture.

Nicola Biondo, giornalista dell'Unità e di BluNotte, e Sigfrido Ranucci di Report e di Rainws24, hanno pubblicato "Il patto" (ChiareLettere). Tra lo Stato e la mafia c'è stata o non una trattativa? Questo è l'interrogativo che i due giornalisti si rivolgono e su cui tentano di far chiarezza. Tutto parte dalle rivelazioni di Massimo Ciancimino, figlio del sindaco mafioso di Palermo, che in una nuova inchiesta racconta ai magistrati come dopo la stagione delle stragi, la cattura del boss Totò Riina, i clan siciliani vennero a patti con Marcello Dell'Ultri, braccio destro di Silvio Berlusconi e allora fondatore di ForzaItalia. In realtà dice Biondo un patto tra Stato e malaffare in Sicilia è sempre esistito.

I passaggi di questo Patto sono molteplici:
 - il papello con le 12 richieste di Totò Riina per fermare la stagione delle stragi
 - gli incontri avuti da vito ciancimino con due Ufficiali dei Carabinieri
 - la mancata perquisizione del covo di Riina quando fu catturato
 - la troppo lunga e sospetta latitanza di Bernardo Provenzano

Questa è storia più o meno nota: ma qui viene presentata la testimonianza di un infiltrato, Luigi Ilardo, un uomo che lo Stato ha insinuato all'interno della malavita organizzata e che già nel '96 ha raccontato cosa e soprattutto chi ha visto: ha portato i carabinieri al covo di Provenzano ma questi non l'hanno catturato e il boss ha potuto usare quel nascondiglio fino al 2006.

Perché solo ora? Perché nessuno, se non casualmente e senza rilevanza, ha parlato di queste storie? Magistrati hanno sempre indagato e la grande stampa ha spesso ignorato - dice Biondo - perché si pensava che la mafia una volta arrestati i capi eccellenti, fosse sconfitta.

E infine una riflessione sul legame tra mafia e Berlusconi. Il suo fedele collaboratore Marcello Dell'Utri, storico capo della concessionaria Pubblitalia, inventore di ForzaItalia e ora senatore è già stato condannato per concorso esterno in associazioen mafiosa, ora il processo è in fase di appello. Secondo Massimo Ciancimino sarebbe il mediatore con CosaNostra. Aspettando quelle sentenze, dice Biondo, è certo che Dell'Utri ha sempre difeso tutti i mafiosi.

Appuntamenti in Ambasciatori, Libreria.Coop in via Orefici a due passi da piazza Maggiore

Venerdì 5 febbraio
>alle 18

presentazione del libro di Renato Chierzi
RICORDI DEL MIO FUNERALE (Pendragon).
Dialogano con l’autore: Luciano Sita e Guido Armellini.
>alle 21
Giancarlo Alfano, curatore della collana inNumeri (Giulio Perrone Editore), presenta 

FIORITURA DEL SANGUE di Vito M. Bonito
e SUBURRA  di Giulio Marzaioli. 
Interve

Lunedì 8 febbraio alle 18

Presentazione del libro di Giovanni Perich
GLI AMARI IMPATTI DI MALANATO (Pendragon).
Dialoga con l’autore Magda Indiveri.

Mercoledì 10 febbraio alle 18
Vittorio Zucconi incontra amici e lettori in occasione dell’uscita del suo ultimo libro
Il caratteraccio – COME (NON) SI DIVENTA ITALIANI (Mondadori).
Dialoga con l’autore Michele Smargiassi
Dall’unità d’Italia al berlusconismo, dalla Grande Guerra a Tangentopoli, dalla motorizzazione di massa alla nascita attraverso la televisione di una lingua nazionale (l’”italieno”), fino al più recente tsunami  dell’immigrazione, un’analisi acuta (e spietata) degli eventi che hanno determinato il “carattere italiano”.